Al mio Paese: cosa siamo diventati

Al mio Paese – Siamo tutti corrotti?

Al mio Paese è un progetto.Al mio Paese-Sette vizi. Una sola Italia è un libro di Melania Petriello
Al mio Paese è un corto di Valerio Vestoso
Al mio Paese è uno spettacolo  di Paolo Vanacore
Al mio Paese è un convegno


18 Marzo 2013 – h 15.00

Ri/Unione: “Siamo tutti corrotti” – incontro dibattito sui temi della legalità e della corruzione.

18 Marzo 2013 – h 17.00 e ore 21.00
Spettacolo

Repliche dello spettacolo e dibattito
19, 20, 21 Marzo  h 10.30 e h 17.00

La responsabilità del bene comune appartiene a tutti. Solo la legalità, come cultura della responsabilità, ci rende cittadini liberi. Guardiamoci intorno: l’Italia è piena di storie da raccontare. Noi, abbiamo iniziato.

Al mio Paese – Il libro

“Al mio Paese – Sette vizi. Una sola Italia.” di Melania Petriello (ed. EDIMEDIA – PensieroLento) raccontato da Giuseppe Crimaldi, Tiziana Di Simone, Luciano Ghelfi, Luca Maurelli, Carlo Puca, Gianmaria Roberti, Fausta Speranza, Carlo Tarallo, Vanni Truppi.

“Al mio Paese” ripercorre le pagine delle evoluzioni nazionali, trafigge con Amore e Irriverenza il nostro essere/stati italiani, penetra nelle macchinazioni dell’uomo relazionale, declina la cifra di quello che sopravvive. Dalla strage di Capaci al Concilio Vaticano II, passando per il delitto Pasolini, il colera del ’73, il nuovo meridionalismo e il Codice Da Vinci: paradigma composito, pennellate viziose in un giardino di grigie virtù. O, anche, il suo esatto contrario. È tutto profondamente italiano. Di un’Italia riletta attraverso lo spettro dei vizi capitali. Sette sono infatti i famigerati vizi, infinite le loro declinazioni: nella storia, nella cultura sociale, nell’eredità identitaria che ci portiamo dietro.

Al mio Paese – Il corto
Link: www.youtube.it/pensierolento

Al mio Paese Siamo tutti corrotti     Lo spettacolo

testo e regia di Paolo Vanacore
con Sebastiano Nardone e Stefano Abbati

Un incontro fortuito e forzato tra due uomini – l’uomo delle pulizie Giustino e il politico Bellassai – appartenenti a due mondi completamente diversi che si trovano a dover trascorrere una notte intera in una sala conferenze. Un incontro-scontro fra il bene e il male, il corretto e il corrotto, il legale e l’illegale, dove i ruoli e le parti possono arrivare anche a confondersi o paradossalmente a invertirsi perché nel caos tutto italiano di vivere e sopravvivere a un certo punto le distanze si riducono, i confini si diradano e si fatica a comprendere cosa è giusto e cosa è sbagliato, da quale parte della barricata ci si trova e soprattutto se e come ne usciremo. Una notte in cui i governanti e gli ultimi si parlano lontano dalle telecamere in un territorio neutrale, a volto scoperto, senza filtri. Una notte in cui, forse, si può arrivare a sfiorare la verità, a toccarla con un dito sperando finalmente di afferrarla.

Le matinèe dello spettacolo si chiuderanno con un dibattito moderato da Melania Petriello e vedranno la presenza di uno dei giornalisti che segue.
Vogliamo offrire ai ragazzi un momento di confronto, la possibilità di porre domande a giornalisti eccellenti della stampa italiana.

Melania Petriello. Beneventana, meridionalista per identità e vocazione, è innamorata della meravigliosa narrabilità delle cose. Giornalista, di formazione umanistica, ha portato per un po’ i neuroni a zonzo tra Benevento, Roma, Napoli e Bruxelles. Ora ruota sempre intorno alla Capitale. È stata a capo di un importante ufficio stampa politico-istituzionale presso il Parlamento Europeo; attualmente è consulente per la comunicazione del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia. Ha scritto, con dieci giornalisti eccellenti, il libro (Edimedia) “Al mio Paese – Sette vizi. Una sola Italia”. Oggi, “Al mio Paese” è un grande progetto culturale che ingloba cinema, teatro e scrittura creativa.

Luca Maurelli, 42 anni, napoletano, giornalista, vive e lavora a Roma. Laureato in Scienze Politiche, è redattore parlamentare del “Secolo d’Italia”. Ha lavorato per il Roma, il Tempo, Reuters, Tg2 Economia e Liberomercato.

Vanni Truppi è nato a Napoli nel 1975. Laureato in giurisprudenza, è giornalista e ha lavorato per radio e televisioni nazionali e locali (Radio Kiss Kiss, Radio 24), scritto per la carta stampata (Il Sole 24 Ore, Il Denaro), specializzandosi nei temi dell’economia e della politica economica. Oggi è autore televisivo in Rai. Da qualche anno studia con passione il meridionalismo, scrive saggi e ha fondato il portale ilsud.eu, letto ogni giorno da migliaia di utenti.

Gianmaria Roberti è nato a Napoli il 15 luglio 1973. Giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, è cultore della materia in Diritto privato all’università Parthenope. Ha collaborato con il settimanale Nuova Stagione, con i quotidiani Roma, Giornale di Napoli e Il Sole 24 ore. È redattore del quotidiano La Discussione.

Fausta Speranza, giornalista inviata di Radio Vaticana. Collabora con la trasmissione di RadioRai Inviato Speciale, con Famiglia cristiana, Limes. Segue da anni le questioni europee con corrispondenze da Strasburgo e Bruxelles o altre capitali dell’UE, ma è stata inviata anche negli Usa, in Medio Oriente, in Turchia, in Ucraina, in Kazakhstan, in Corea del Sud. Vincitrice per l’Italia, sessione radio, del Premio Giornalismo del Parlamento Europeo 2011.

Alessandra Ferrari. 35 anni, giornalista e madre. Alla fine degli anni 90 gira il mondo per un giornale di viaggi. Poi la Scuola di giornalismo a Perugia. Nel 2002 approda a Repubblica.it, nel 2004 a Radio Capital. Nel 2007 molla tutto per fare l’inviata di Exit, La7. Ora è il caposquadra di Piazzapulita.

Marzia Apice, romana, laureata al Dams di Roma Tre con una tesi in Storia e Critica del Cinema. Lavora come giornalista free lance presso numerose testate dedicate alla cultura, tra cui quelle degli editori Mondadori Electa e Baldini Castoldi Dalai. Fa attività di editor per alcune case editrici e ha curato diversi uffici stampa per attività culturali. Ha pubblicato con Bibliopolis il saggio “Le visioni di Pasolini. Immagini di una profezia”. È caporedattore del quotidiano web www.4arts.it  è socio fondatore di Aram Edizioni srl.

Costo del biglietto: Platea e Balconata € 12,00; Galleria € 10,00

 

IL CONTRIBUTO DEI GIOVANI

REPUBBLICA SCUOLA ha abbracciato e condiviso il progetto AL MIO PAESE lanciando il contesto redazionale “Legalità come libertà – Racconta una storia”.
Il concorso è gestito direttamente da Repubblica@Scuola.
Invitate i vostri studenti a realizzare un elaborato scritto sul tema “Legalità come libertà” che racconti o descriva una propria esperienza o una storia di cui si è raccolta la testimonianza. La corruzione nasce come archetipo culturale: per scardinarla serve la forza del sapere che libera il Paese dalle sue forme peggiori e spinge a guardare oltre. Quell’oltre è dentro la coscienza civile di ognuno di noi.

Il miglior elaborato verrà premiato il 18 Marzo, in occasione dell’incontro-dibattito “Siamo tutti corrotti” che antifcipa la prima dello spettacolo “Al mio Paese- Siamo tutti corrotti?”, nel quale saremo insieme per la Cultura della legalità.

SE TUTTI SCENDONO IN CAMPO, NESSUNO SI SENTE PIÙ SOLO.

RI/UNIONE: “SIAMO TUTTI CORROTTI”

Incontro dibattito sui temi della legalità e della corruzione
Teatro Eliseo – 18 Aprile, h 15.00

con
Giuseppe BattarinoMagistrato
Vincenzo Spadafora Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
Franco Siddi Segretario Generale Federazione Nazionale della Stampa
Massimo MonaciDirettore artistico Teatro Eliseo
Achille Serragià Prefetto di Roma e Questore di Milano

Intervengono i giornalisti:

Luciano GhelfiTg2
Fausta SperanzaRadio Vaticana
Claudia MarchionniTG5
Carlo PucaPanorama

Conduce: Melania Petriellogiornalista, autrice “Al mio Paese”
Lettura Storia vincitrice del contest redazionale con Repubblica@Scuola “Legalità come Libertà”

Pillole redazionali a cura di Melania Petriello e Valerio Vestoso – con un contributi inediti di personalità eccellenti del mondo istituzionale e culturale

In occasione della prima teatrale, in scena il 18 marzo al Teatro Eliseo, ITACA promuove anche un incontro-dibattito sulle declinazioni, alte o altre, della cultura della legalità. Interverranno giornalisti, scrittori, istituzioni e docenti nell’agorà ideale fatto di idee che si muovono creando. L’illegalità figlia della violazione palese non è il male assoluto. C’è una illegalità più sordida, ben celata  nella gerarchia delle responsabilità, che mina il terreno del bene comune, della “cura” necessaria alla libertà e alla democrazia. A farle da corollario, la demagogia a buon mercato, il qualunquismo del bombardamento mediatico, il principio dell’omologazione al ribasso che rifiuta il sapere relegandolo alla sfera dell’economia minore. Abbiamo scelto di giocare con la parole “ri-unione”, perché anche il gioco è una cosa seria. Nel nostro pomeriggio di condivisione ci saranno i “grandi” nei panni dei “meno grandi”, rivoluzione e proposizione, parole e fatti, cronache eccellenti e storie che non fanno notizia. Video, inchieste, pillole narrative, interviste e interventi per spulciare nei luoghi e nei tempi della nostra memoria, di un presente interrogativo, della prospettiva che (si) nasconde. Tutti i linguaggi della comunicazione, dalla lingua scritta al racconto esperienziale,  passando per l’empatia di un brain-storming sull’Italia dei vizi e delle virtù, saranno veicolo di possibili investimenti intellettuali.

Un format sperimentale, giocato sulla multidisciplinarietà e l’interazione, che muove dalla necessità di mettere insieme protagonisti e fruitori, in un gioco a parti alternate. Nel pomeriggio dedicato ai cittadini che si apprestano ad esercitare appieno il loro diritto-dovere di cittadinanza, va in scena il nostro paese reale, con le sue storie. E con il bisogno di una legalità priva di formalismi e automatiche attribuzioni di senso, vissuta come presupposto e non come traguardo.

La storia del progetto “Al mio Paese” è l’emblema di una volontà chiara: ognuno può e deve fare la sua parte. Eravamo in dieci, siamo diventati cento, non possiamo fermarci. Dal libro al Teatro, passando per le pagine dei giornali, gli archivi di stato, le aule scolastiche, le piazze della disaffezione, i vuoti di stato, lo sforzo a mettere insieme i migliori.
SOLO LA CULTURA CI SALVERÀ.

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