[OTTOMARZO]

Da quando sono venuta al mondo, l’unica forza che conosco è Donna.
Credo nelle terre matrie, nella vita che scegliamo ancora prima di metterla in vita, nella bellezza, nella rivoluzione, nella poesia, nella voce dei legami, nella pervicacia, nella liberazione, nella dignità, nella resistenza, nella speranza, nella scelta, nella possibilità d’amore, nell’arte vigile sul nostro gemito, nell’alba del giorno dopo, nella sublimazione dei sentimenti, nella fede, nella cultura che muove, nella croce che portiamo addosso, nella scoperta, nella rosa erosa dalla spina, nella curiosità che spinge il sole, nella interrogazione, nella cura, nella porta lasciata socchiusa, nella giustizia sociale, nella luce dell’empireo, nella trasmissione della sapienza, nell’osmosi, nella salita col dolore alle ginocchia, nella ricerca della felicità, nell’amicizia edificata, nella storia da raccontare, nella corrispondenza dei sensi, nella campana a festa, nella lacrima tra le pieghe nascosta, nella missione del sogno, nella coscienza, nella casa abitata, nella manutenzione degli affetti, nell’acqua buona, nella grandezza possibile in ognuno, nella complessità. Rifiuto l’ignoranza del cuore, la medietà, la mediocrità erta a virtù, la mistificazione, l’ignavia, la menzogna con gli occhi della perfidia, la lingua sorda alla misericordia, la maldicenza, l’assuefazione, la lacuna senza rammendo, la reticenza dei pavidi di comodo, l’impunità dello spreco.

Tutto quello in cui credo è femminile.
Tutto quello che di femminile non ho scelto mi rende la donna in cammino che sono.

[OTTOMARZO]

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